L’Avv. Teresa Nicoletti, avvocato divorzista e specializzata in diritto di famiglia e problematiche dei minori. Si occupa, inoltre, di cause di nullità matrimoniale presso i Tribunali Ecclesiastici.

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Il nuovo processo per la dichiarazione di nullità matrimoniale alla luce del Mitis Iudex Dominus Iesus

Prima di introdurre quanto il Motu Proprio di Papa Francesco ha modificato nel processo per la dichiarazione di nullità del matrimonio, è necessario ribadire un principio inamovibile per la Chiesa, e cioè il matrimonio-sacramento è, e rimane, un vincolo indissolubile.

Nel volgere dei secoli la Chiesa in materia matrimoniale, acquisendo coscienza più chiara della parole di Cristo, ha inteso ed esposto più approfonditamente la dottrina dell’indissolubilità del sacro vincolo del coniugio, ha elaborato il sistema delle nullità del consenso matrimoniale ed ha disciplinato più adeguatamente il processo giudiziale in materia, di modo che la disciplina ecclesiastica fosse sempre più coerente con la verità di fede professata.  

Tutto ciò è stato sempre fatto avendo, come guida, la legge suprema della salvezza delle anime, giacché la Chiesa è un disegno divino della Trinità, per cui tutte le sue istituzioni, pur sempre perfettive, devono tendere al fine di comunicare la grazia divina e favorire continuamente il bene dei fedeli, in quanto scopo essenziale della Chiesa.

Ed è proprio questo, lo spirito che ha spinto Papa Francesco ad effettuare una riforma nella disciplina del matrimonio, cardine e origine della famiglia cristiana. Tale spinta è alimentata, inoltre, dall’enorme numero di fedeli che, pur desiderando provvedere alla propria coscienza, troppo spesso sono distolti dalle strutture giuridiche della Chiesa, a causa della distanza fisica o morale; la carità e la misericordia esigono che la Chiesa, come madre, si renda vicina ai figli che si considerano separati.

Con questo Motu proprio, si favorisce non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, affinché il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato, non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio.

I capisaldi del Motu sono:

  1. Una sola sentenza in favore della nullità esecutiva: non più una doppia decisione conforme, affinché la parti siano ammesse a nuove nozze canoniche.
  2. Giudice unico è il Vescovo diocesano: l’intento è ripristinare la vicinanza tra il giudice e i fedeli, poiché in forza del suo ufficio pastorale è con Pietro il maggiore garante dell’unità cattolica nelle fede e nella disciplina, assicurando, così, che non si indulga a qualunque lassismo.
  3. Processo più breve: oltre a rendere più agile il processo matrimoniale, si è disegnata una forma di processo più breve, da applicarsi nei casi in cui l’accusata nullità del matrimonio è sostenuta da argomenti particolarmente evidenti.

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