La suprema Corte di Cassazione ha precisato che i cosiddetti "fabbricati collabenti" non sono soggettu all'applicazione dell'inposta in quanto non si può tassare l'area eventualmente edificabile sulla quale poggiano, non hanno i requisiti per essere «beni utilizzabili» in mancanza di lavori di

ristrutturazione. Si trovano quindi in una situazione non prevista dalla legge e quindi l'Ici non va applicata.

Il Dlgs 504/1992 indica una categoria non ampliabile di terreni, immobili e altro per i quali l'imposta è dovuta. Nella sentenza si legge che la Ctr ha erraato a rendere imponibile l'immobile in quanto ha finito per introdurre nell'ordinamento, in via del tutto interpretativa, un nuovo presupposto dell'imposta, rappresentato dall'area edificata.

Neppure rileva che, come chiarito dal giudice di appello, l'area già sede della ex acciaieria possa essere oggetto di interventi edilizi di manutenzione e che, in ragione di ciò, essa mantenga una sua edificabilità.

La controversia, infatti, ha a oggetto non già il valore commerciale ipoteticamente attribuibile al terreno in prospettiva della sua futura valorizzazione edilizia e urbanistica, ma soltanto i presupposti dell'imposizione Ici relativi a una determinata annualità e, in ordine a detta annualità si discute

esclusivamente di un fabbricato collabente fatto oggetto di conforme e incontestata iscrizione catastale, senza che siano stati dedotti interventi o demolizioni in corso, convenzioni o pratiche amministrative pendenti di recupero e valorizzazione edilizia