Subordinare il trasferimento del bene ad una sentenza che accerti la titolarità del diritto - a titolo originario - in capo al disponente comporterebbe una limitazione dei poteri spettanti al proprietario, del tutto estranea alla disciplina del codice civile. La donazione di un bene immobile acquistato per usucapione e non accertata giudizialmente non integra gli estremi della donazione di un bene altrui e quindi non è donazione nulla ai sensi dell'art. 771 c.c., posto che in questo caso il donante dispone di un bene altrui, bensì di un bene che asserisce essere proprio avendolo acquistato a titolo originario per usucapione.

 

 

Tribunale Potenza, civile

 

Sentenza 1 giugno 2018, n. 539

Data udienza 31 maggio 2018

REPUBBLICA ITALIANA

 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

Il Tribunale di Potenza Sezione Civile, in composizione monocratica, nella persona del G.O. dr.ssa Caterina Genzano, ha pronunziato la seguente

 

SENTENZA

 

nella causa civile iscritta al n. 1466/2006 del Ruolo Generale, vertente

 

TRA

 

(...) e (...), elettivamente domiciliati in Filiano, Viale (_______), presso lo studio dell'Avv. che li rappresenta e difende in virtù di mandato a margine dell'atto di citazione

 

- Attori -

 

CONTRO

 

(_______) e (_______), elettivamente domiciliati in Potenza, Via (_______), presso lo studio dall'Avv. Vi.Sa., che li rappresenta e difende in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta

 

- Convenuti -

 

CONTRO

 

(_______), elettivamente domiciliata in Potenza, Via (_______), presso lo studio dell'Avv. Lu.Cl., che la rappresenta e difende in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta

 

- Convenuta -

 

nonché CONTRO

 

(_______), elettivamente domiciliata in Filiano, Viale (_______), presso lo studio dell'Avv.  che la rappresenta e difende in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione;

 

(_______), elettivamente domiciliato in Potenza, Viale (_______), presso lo studio dall'Avv. che lo rappresenta e difende in virtù di mandato a margine della comparsa di costituzione;

 

- Terzi chiamati in causa -

 

Oggetto: proprietà

 

FATTO E DIRITTO

 

Con atto di citazione dell'8/5/2006, ritualmente notificato, i Sigg. (_______) e (_______) convenivano in giudizio i Sigg. (_______) e (_______), nonché la Sig.ra (_______), al fine di far dichiarare la proprietà in loro favore del terreno agricolo sito in A. (P.) alla C/da S. di P., di mq. 321 (are 3,21), censito in catasto al fg. (_______) p.lla (_______), in virtù di atto di acquisto del 2/12/2003 dalla Sig.ra (_______) o, in subordine, per intervenuta usucapione del terreno medesimo e, conseguentemente, far dichiarare l'inefficacia nei propri confronti - limitatamente al suddetto terreno - dell'atto di compravendita per notar (_______) dell'(_______) (rep. n. (_______)) stipulato tra la predetta Sig.ra (_______) ed i Sigg.ri (_______) e (_______), con condanna dei convenuti alle spese e competenze del giudizio.

 

Si costituivano in giudizio i Sigg. (_______) e (_______) con comparsa depositata il 28/9/2006, i quali: a) preliminarmente eccepivano il difetto di legittimazione attiva degli attori, asserendo che il terreno per cui è causa era stato da essi acquisito in forza di usucapione e successivamente (_______) alla figlia (_______); b) nel merito contestavano: - la regolarità di tale usucapione perché non accertata con sentenza dichiarativa all'esito del relativo giudizio svolto in contraddittorio con il proprietario; - l'idoneità del suddetto cespite, in mancanza di un preventivo accertamento giudiziale dell'usucapione, a formare oggetto di un valido contratto di donazione, per cui l'atto di liberalità del 2/12/2003 in favore della Sig.ra (_______) era da ritenersi nullo ai sensi dell'art. 771 c.c. in quanto relativo ad un bene non presente nel patrimonio dei donanti, con contestuale formulazione di domanda riconvenzionale diretta a far dichiarare la nullità del detto atto; c) insistevano perché venisse dichiarata la solidale responsabilità nei loro confronti dei Sigg. (_______) e (_______) (rispettivamente mandante e mandatario) per mancata osservanza, da parte di costoro, delle norme di diligenza e correttezza in occasione della stipula del ripetuto atto di compravendita per notar (_______) dell'(_______) intercorso tra essi convenuti ed il procuratore speciale della Sig.ra (_______), Sig. (_______); d) il tutto, con vittoria di spese e competenze del giudizio, con contestuale chiamata in causa dei menzionati Sigg. (_______) e (_______) e richiesta di condanna della (_______) e del (_______) al risarcimento del danno nel caso di un'eventuale dichiarazione di inefficacia, in parte qua, del loro atto di acquisto dell'1/3/2005.

 

Si costituiva altresì in giudizio la Sig.ra (_______) con comparsa depositata il 29/09/2006, la quale asseriva di aver venduto in data 2/12/2003 il terreno de quo ai Sig.ri (_______) e (_______) e di aver, in seguito, conferito incarico, dapprima al Sig. (_______) e, successivamente, al Sig. (_______), per la vendita di altri beni di sua proprietà, escluso il cespite di cui sopra.

 

Affermando, pertanto, che la vendita del suddetto cespite ai Sigg. (_______), da parte di (_______), con l'atto pubblico per notar (_______) dell'(_______) ed in forza della procura speciale del 7/1/2005, fosse avvenuta ad opera di un procuratore negligente ed infedele, la Sig.ra (_______) chiedeva la chiamata in causa di quest'ultimo al fine di sentirlo condannare al risarcimento del danno sia verso gli attori che nei propri confronti, nonché al pagamento in suo favore delle somme rivenienti dal rendiconto conseguente all'espletamento del mandato conferitogli.

 

A seguito della chiamata in causa su istanza dei Sigg.ri (_______) e (_______), si costituiva in giudizio, con comparsa di costituzione e di intervento adesivo depositata il 29/3/2007, anche la Sig.ra (_______), la quale eccepiva la legittimità della donazione in suo favore del terreno in questione, effettuata con atto per notar (_______) del (_______) (rep. (_______) - racc. (_______)), registrato a Potenza il 16/12/2003 al n. 2675 e trascritto in data 17/12/2003 al n. 25671 R.G. e n. 15656 R.P., ed il riconoscimento del possesso per usucapione del cespite medesimo, da parte dei suoi genitori, avvenuto ad opera della stessa Sig.ra (_______) con la scrittura privata del 2/12/2003.

 

Con comparsa depositata il 10/3/2007 si costituiva in giudizio anche il Sig. (_______), chiamato in causa sia dai Sigg. (_______) che dalla Sig.ra (_______), il quale, oltre ad associarsi all'eccezione di difetto di legittimazione attiva degli attori (_______) - (_______) sollevata dagli (_______), respingeva tutte le censure mosse e le pretese avanzate nei propri confronti, evidenziando la nullità della scrittura privata del 2/12/2003 intervenuta tra gli attori e la Sig.ra (_______), nonché la nullità dell'atto di donazione per notar (_______) del (_______) in favore di (_______), asserendo - quanto a quest'ultimo - la posteriorità della relativa trascrizione rispetto al contratto di compravendita dell'1/3/2005 in favore degli (_______) e, quindi, la sua inefficacia nei confronti dei medesimi.

 

Concludeva, infine, per l'affermazione della piena legittimità del suo operato e la conseguente inammissibilità ed improcedibilità delle domande formulate dalla (_______) nei suoi confronti, nonché per l'accoglimento della sua domanda riconvenzionale, tesa ad ottenere la declaratoria di nullità sia del contratto di compravendita del 2/12/2003, stipulato tra i Sigg. (_______) e (_______) e la Sig.ra (_______), che dello stesso atto di donazione a favore della Sig.ra (_______).

 

Alla prima udienza del 30/3/2007 venivano concessi i termini per il deposito di memorie ex art. 183, VI comma, c.p.c. La riserva sull'ammissione dei mezzi istruttori chiesti dalle parti veniva poi sciolta positivamente in data 16/2/2010.

 

Espletata l'istruttoria con l'assunzione degli interrogatori formali e con l'audizione dei testi ammessi, all'udienza del 17/1/2018 le parti hanno precisato le conclusioni e la causa è stata quindi riservata a sentenza, con assegnazione dei termini di cui all'art. 190 c.p.c..

 

La domanda degli attori, corroborata dall'intervento adesivo della terza chiamata in causa, Sig.ra (_______), è fondata e va pertanto accolta.

 

Alla stregua delle risultanze testimoniali acquisite in corso di causa, risulta inequivocabilmente provato che i Sigg. (_______) e (_______) hanno posseduto il terreno per cui è causa, uti dominus, ininterrottamente per il tempo necessario ad usucapirlo ai sensi dell'art. 1158 c.c., e che l'acquisto a titolo originario per usucapione del detto terreno, sito in C/da S. di P. del Comune di A. (P.), e distinto in catasto al fol. (_______) p.lla (_______), di are 3.21, si era già verificato nel momento in cui lo stesso formava oggetto dell'atto di donazione per notar (_______) del (_______) in favore di (_______).

 

Sentiti infatti all'udienza del 20/6/2014 i testi (_______), citato dagli attori, e (_______), citato dai convenuti (_______) e (_______), essi rispettivamente dichiaravano quanto di seguito riportato.

 

(_______): "_______. Posso dire che gli attori hanno sempre coltivato il fondo per cui è causa. So individuare il fondo che confina con l'omonimo (_______) e (_______). Il terreno è stato coltivato alcuni anni a cereali, altri a patate e fagioli";

 

(_______): "_______.. non ricordo la data, ma posso confermare che coltivo sempre il terreno per cui è causa da oltre 30 anni. _______. Confermo che i sigg. (_______) e (_______) hanno posseduto il fondo individuato catastalmente al FG (_______) p.lla (_______) ininterrottamente con diverse coltivazioni. _______".

 

Del medesimo tenore è anche la testimonianza di (_______) (nato il (_______)), resa all'udienza del 20/3/2015, il quale ha dichiarato quanto segue: " Conosco il fondo per cui è causa abitandoci vicino da trent'anni in zona P.S.; ho visto sempre (_______) e (_______)A. coltivare questi fondi fin da quando andavo a scuola _______.".

 

Quanto sopra basta non solo a rendere irrilevanti, ai fini del presente giudizio, la scrittura privata di compravendita intercorsa il 2/12/2003 tra gli attori e la Sig.ra (_______) ed il tenore delle dichiarazioni in essa contenute, ma a sanzionare altresì l'inefficacia - quanto al cespite di cui si controverte - dell'atto pubblico di compravendita per notar (_______) dell'(_______) stipulato tra il procuratore speciale della Sig.ra (_______), Sig. (_______), ed i Sigg. (_______) e (_______).

 

E' senz'altro vero che gli effetti dell'usucapione vanno, di norma, giudizialmente accertati in contraddittorio con il proprietario attraverso una sentenza detta, per l'appunto, dichiarativa, in quanto emessa a seguito di un procedimento di accertamento.

 

Ma è altrettanto vero che tale sentenza, proprio perché dichiarativa, si limita ad accertare e a dare contezza dell'intervenuta usucapione, il cui effetto acquisitivo si è tuttavia già verificato ex lege ed è conseguito automaticamente per effetto del possesso continuato e qualificato per il tempo necessario.

 

Tale ultimo assunto ha in realtà origini profonde, in quanto risalente già alla Relazione al Codice civile del 1942, in cui è possibile leggere che è da escludere che "colui che ha acquistato per usucapione abbia un onere in base al quale sarebbe costretto, per avere la piena disponibilità di fatto del suo diritto, a provare l'accertamento giurisdizionale dell'acquisto".

 

In tempi più recenti, peraltro, il detto principio è stato autorevolmente ribadito dalla Suprema Corte con la sentenza n. 2485 del 5/2/2007, nella quale è statuito a chiare lettere che "non è nullo il contratto di compravendita con cui viene trasferita la proprietà dell'immobile sul quale il venditore abbia esercitato il possesso per tempo sufficiente al compimento dell'usucapione, ancorché l'acquisto della proprietà non sia stato giudizialmente accertato in contraddittorio con il precedente proprietario".

 

Con la richiamata pronuncia la Cassazione sottolinea, invero, come l'eventualità che oggetto di un negozio traslativo possa essere solo il possesso in quanto tale è cosa diversa rispetto alla situazione di chi, invece, vuole trasferire il diritto di proprietà acquistato per usucapione: in quest'ultimo caso, infatti, oggetto del trasferimento non è il possesso, bensì la proprietà acquistata a titolo originario mediante usucapione.

 

Secondo il menzionato orientamento giurisprudenziale, non sarebbe quindi più necessaria, ai fini della validità di un atto di trasferimento immobiliare, la preventiva sentenza di accertamento di avvenuta usucapione.

 

In senso favorevole al ripetuto orientamento si è peraltro schierata anche gran parte della dottrina, ad avviso della quale subordinare la trasferibilità del bene ad una sentenza che accerti la titolarità del diritto - a titolo originario - in capo al disponente comporterebbe una limitazione dei poteri spettanti al proprietario, del tutto estranea alla disciplina del codice civile, in quanto determinerebbe l'ingiusta compressione di una facoltà fondamentale del diritto reale.

 

Con riferimento alla vicenda dedotta in giudizio, la dottrina sopra richiamata e più di un pronunciamento giurisprudenziale sono, poi, concordi nell'affermare che la donazione di un bene immobile acquistato per usucapione non accertata giudizialmente non integrerebbe gli estremi della donazione di un bene altrui e quindi non sarebbe donazione nulla ai sensi dell'art. 771 c.c., posto che in questo caso il donante dispone di un bene altrui, bensì di un bene che asserisce essere proprio avendolo acquistato a titolo originario per usucapione, enunciando così un titolo di acquisto che esclude, pertanto, in ogni caso, l'altruità del bene (_______): di conseguenza, è ammissibile la donazione di un bene acquistato per usucapione ancorché non accertata giudizialmente, trattandosi di donazione di un bene proprio, non di un bene altrui.

 

Per i motivi su esposti, quindi, l'atto di donazione per notar (_______) del (_______), trascritto a Potenza in data 17/12/2003 e che, ai fini della provenienza del terreno censito in catasto al foglio (_______), p.lla (_______), oggetto del giudizio, riporta la dichiarazione dei donanti di averne acquistato la proprietà in virtù di "usucapione per possesso ultraventennale a norma dell'art. 1158 del codice civile _______..", è pienamente valido ed efficace anche nella disposizione donativa concernente il suddetto cespite.

 

Ciò porta altresì al rigetto dell'eccezione di difetto di legittimazione sollevata dagli (_______) e dal (_______) nei confronti degli attori, a vantaggio dei quali si è comunque prodotta l'acquisizione per usucapione della proprietà del terreno in questione, come peraltro da essi richiesto con la domanda proposta in via subordinata.

 

Nessuna efficacia invalidante sulla menzionata disposizione donativa del 2/12/2003 può poi esercitare l'atto di compravendita per notar (_______) dell'(_______), essendo quest'ultimo stato perfezionato a distanza di oltre un anno dal primo, quando cioè l'acquisto del terreno da parte della donataria (_______) risultava già dalla data in cui è avvenuta la relativa, trascrizione (17/12/2003) legalmente pubblicizzato presso la competente Conservatoria dei Registri Immobiliari.

 

Tale rilievo è decisivo anche per motivare il rigetto di tutte le domande ed eccezioni formulate dalle altre parti del processo, alle quali, nella vicenda, non può di certo essere risparmiato un rimprovero di leggerezza, imprudenza e superficialità, avendo esse concorso, quantomeno a livello di agevolazione colposa, a determinarla.

 

La (_______) non è riuscita a provare la circostanza di aver escluso dall'incarico di vendita, conferito dapprima a (_______) e, successivamente, a (_______), il terreno oggetto del giudizio, circostanza peraltro decisamente negata da entrambi i predetti soggetti.

 

Di contro, la procura speciale a vendere del 7/1/2005, da lei conferita a (_______) ed in forza della quale è stato stipulato l'atto di compravendita per notar (_______) dell'(_______), non contiene alcuna esplicita esclusione di beni, avendo la stessa per oggetto "_______ i diritti pervenuti alla (_______) sulle unità immobiliari ubicate in (_______) a seguito di successione legittima in morte di (_______) apertasi il 23/4/1998".

 

Dal loro canto, poi, non possono sottrarsi al medesimo rimprovero di leggerezza, imprudenza e superficialità nemmeno gli altri due convenuti Sigg. (_______) e (_______), nonché lo stesso procuratore speciale della (_______) e terzo chiamato in causa, Sig. (_______), i quali, nel porre in essere il negozio traslativo perfezionato con atto per notar (_______) dell'(_______), hanno omesso ogni preventiva doverosa indagine ipo-catastale tesa ad appurare l'effettiva proprietà in capo all'alienante, fra gli altri, del cespite per cui è causa, indagine che, se eseguita, avrebbe chiaramente evidenziato che il terreno sito in agro di A., contrada Stazione di P., di are 3.21, in Catasto al (_______) p.lla (_______), risultava intestato alla Sig.ra (_______) sin dal 17/12/2003 in forza di valido atto di donazione del 2/12/2003 regolarmente trascritto.

 

Non rimane a questo punto che statuire sulle spese di lite, riguardo alla cui regolamentazione nel concreto caso di specie deve porsi il principio della compensazione in considerazione, in particolare, della sproporzione tra l'attività svolta rispetto all'interesse realizzato dalle parti risultate vittoriose.

 

P.Q.M.

 

Il Tribunale di Potenza, sezione civile, in composizione monocratica nella persona del G.O. dr.ssa Caterina Genzano, definitivamente pronunziando sulle domande ed eccezioni delle parti, così provvede:

 

- Accoglie la domanda proposta dagli attori e per l'effetto dichiara valido ed efficace l'atto di donazione per notar (_______)C. del (_______) (rep. (_______) - racc. (_______)), registrato a Potenza il 16/12/2003 al n. 2675/1, trascritto il 17/12/2003 al n. 25671 R.G. e n. 15656 R.P.e conseguentemente dichiara privo di effetti, nei confronti di essi attori, limitatamente al terreno sito in agro di A., alla contrada Stazione di P., di are 3.21, censito in Catasto al (_______) p.lla (_______), il contratto di compravendita per notar (_______) dell'(_______) (rep. (_______) - racc. (_______)), registrato a Potenza il 22/3/2005 al n. 806-IT;

 

- Rigetta la domanda riconvenzionale spiegata dai convenuti (_______) e (_______), nonché dal terzo chiamato in causa (_______);

 

- Dichiara integralmente compensate tra le parti le spese di lite.

 

Così deciso in Potenza il 31 maggio 2018.

 

Depositata in Cancelleria l'1 giugno 2018.