Verbale e sanzione mancata raccolta indifferenziata

 

 

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI S.MARIA C.V.

 

II SEZIONE REPUBBLICA ITALIANA

 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


 

 

 

 

II  Giudice di Pace di S. Maria C.  V.,  dott. _____________, ha pronunciato la

 

seguente:

 

SENTENZA

 

Nella causa civile iscritta a ruolo al n. _____________R.G.  e riservata per la decisione all'udienza del _____________,  vertente

 

 

TRA

 

_____________, elettivamente  domiciliata  in  Sparanise alla  Via Canonico De Felice, presso lo studio dell'Avv,  _____________che lo rapp.ta e difende come da mandato in atti;                                                              Ricorrente

CONTRO

 

COMUNE DI _____________.,  in persona del Sindaco p.t., elettivamente domiciliato in _____________  al _____________-  _____________, presso lo studio dell'Avv,  _____________ che lo rapp.ta e difende come da mandato in atti;

-Resistente - CONCLUSION! DELLE PARTI: come da verbale di udienza del 04/02/2019

FATTO

 

Con ricorso depositato in cancelleria in data 09.11.2018,    il ricorrente chiedeva l'annullamento del verbale di accertamento n. _____________per presunta violazione commessa il 20.07.2018 ore 08:40 in _____________ (CE) alla Via _____________, dell'Ordinanza  Sindacale n. _____________"  Servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi  Urbani", in quanto a seguito di apposito controllo effettuato sul territorio comunale congiuntamente ad operatori ecologici, dopo aver effettuato i dovuti accertamenti, si costatava ii  conferimenti di buste di vari colori contenenti rifiuti (  umido, carta, plastica), in difformità della raccolta prevista per il giorno corrente ( Frazione indifferenziata). "Non potendo stabilire la provenienza buste si notifica ii presente verbale al proprietario della suddetta abitazione .. ".

Assumeva la ricorrente che l'atto impugnato  era da ritenersi nullo  in quanto non vi era  alcuna  prova  che   sacchetti  apposti  vicino  all'abitazione    fossero  di  sua proprietà nulla  che  possa  risalire  a  identificare,  con  precisione,    il  soggetto colpevole della trasgressione de quo. La legge, in merito, stabilisce il principio generale della responsabilità personale dell'illecito amministrativo commesso. Pertanto, risponde della sanzione solo chi materialmente ha commesso l'azione.

Alla prima udienza di comparizione si costituivano le parti riportando ai rispettivi atti ii Giudice, ritenuto di poter decidere allo stato degli atti sulla scorta della documentazione depositata in atti dava lettura del dispositivo.

 

Motivi della decisione

Il ricorso è fondato e, pertanto, va accolto.

 

Parte resistente non ha fornito alcuna prova che i  sacchetti apposti vicino all'abitazione fossero di proprietà dello stesso.

All'uopo si precisa che,  nel procedimento di opposizione al provvedimento irrogativo di una sanzione amministrativa pecuniaria, l'Amministrazione pur essendo formalmente convenuta in Giudizio, assume sostanzialmente la veste di attrice; spetta quindi ad essa ai sensi dell'art. 2697 c.c.  fornire la prova dell'esistenza degli elementi di fatto integranti la violazione  contestata e  della  loro riferibilità  all'intimato», ha  ritenuto  non provata  la riconducibilità all'opponente del sacchetto di rifiuti rinvenuto fuori dall'apposito spazio, in quanto «la circostanza che all'interno  fosse ricompreso un documento (estratto conto) intestato al ricorrente, non e  sufficiente per ascrivere al medesimo la responsabilità con assoluta certezza della violazione contestata.

Inoltre, la responsabilità non puo presumersi. All'uopo, Il sistema della legge 24 novembre 1981,  n.   689,   preserva   il   principio   della   natura   personale   della   responsabilità, disciplinando  rigorosamente   i    profili   della   "imputabilità"   ( art.    2),   dell'"elemento soggettivo" della violazione (art. 3),  delle "cause di esclusione della responsabilità" (art.4), del "concorso di persone" (art. 5); e lo stesso profilo di deroga ad esso apportato attraverso l'istituto della "solidarietà" (art. 6) resta rigorosamente circoscritto e delimitato e la sua disciplina non tollera interpretazioni che, estendendo l'ambito delle fattispecie in essa  espressamente  contemplate,  comportino  ii  mancato  rispetto  del  principio  della "riserva di legge" fissato nell'art.  1    L. 24 novembre 1981 n. 689 (Cass. civ. Sez. I,  6/7/04 n. 12321).

 

-  Il principio posto dall' art. 3  della legge di depenalizzazione (legge n. 689 del 1981 ), in base al quale per le violazioni colpite da sanzione amministrativa e necessaria la coscienza e volontà della condotta attiva od omissiva,  sia essa dolosa o colposa,  deve essere inteso nel   senso    della    sufficienza    dei   suddetti    estremi,    senza    che   occorra    la   concreta dimostrazione   del dolo o della colpa.  Cio perche  la norma  de qua pone una presunzione  di colpa  in merito  al fatto  vietato  a carico  di colui  che lo abbia  commesso,  riservando  poi a questi  l'onere  di provare  di aver agito  senza colpa  (Cass.  civ. Sez. II, 9/12/13  n. 27432).Il principio  e affermato  non solo direttamente,  ma anche indirettamente   (in tema  di elemento psicologico    dell’ illecito    amministrativo)     sia   nelle   decisioni    di   legittimità   che   nelle decisioni    di   merito. ln    sintesi,    in   base   quanto    disposto    dall'art.    3    della   legge   di depenalizzazione    (legge   n.  689  del   1981 ),  ai  fini  della   legittimità   e  validità   di  una sanzione,  non  e  sufficiente che siano accertati gli estremi oggettivi, ma occorre che il trasgressore sia compiutamente identificato e che la sua condotta sia colposa o dolosa".

Le spese di lite seguono la soccombenza e vanno liquidate come da dispositivo.

 

P.Q.M.

 

Il  Giudice  di  Pace  di  S.Maria  C.V.,   definitivamente  pronunciando  sul  corso proposto,  cosi decide:

1)   Accoglie  il  ricorso  e,   per  l'effetto,  annulla    il  verbale  di  accertamento  n.

_____________elevato dalla Polizia Municipale di Sparanise;

2)  Condanna l'ente opposto al pagamento delle spese di lite da attribuirsi in favore del procuratore costituito Avv. _____________che liquida nella complessiva somma di € 250,00  di cui € 50,00  per spese ed € 200,00 per diritti ed onorari oltre oneri di legge.

Cosi deciso, S.Maria C.V