ATTO DI APPELLO

Proposto dal sottoscritto difensore di ________, nato a ________, il ________, e residente in ________, alla via ________, avverso la sentenza emessa dal Tribunale di ________, sezione ________, giudice ________, in data ________ (proc. pen. ________ r.g.n.r. - proc. n. ________ r.g. Trib. - sent. n. ________).

L'impugnata sentenza merita severa censura.

Con sentenza di primo grado il Giudice dichiarava l'imputato colpevole per il reato di cui all'art. 416 ter c.p. e lo condannava, in applicazione della previsione antecedente alla riforma di cui alla legge n. 62/2014, alla pena di anni undici di reclusione.

Lo scrivente difensore ritiene di non poter convenire con la valutazione operata dal Giudice di prime cure in relazione sia al giudizio di colpevolezza sia al quantum della pena irrogata per i motivi di cui a seguire.

I. Sulla configurabità della fattispecie di cui all'art. 416 ter c.p. dopo la legge n. 62/2014

Invero il Giudice di primo grado ha omesso di considerare che dopo la riforma dell'art. 416 ter c.p., a opera della legge n. 62/2014 il delitto dello scambio elettorale politico-mafioso richiede, per la sua consumazione, che i componenti dell'associazione mafiosa si impegnino, in concreto, a realizzare il procacciamento di voti a mezzo dell'esercizio di atti di intimidazione o prevaricazione da parte del sodalizio mafioso, secondo quelle che sono le modalità comportamentali tipiche degli appartenenti a tali associazioni criminali (Cass. pen., Sez. VI, 3 giugno 2014, n. 36382).

Ne consegue che, a seguito della novella del 2014, non è più sufficiente per ritenere la sussistenza del reato de quo, la prova dell'avvenuta stipula del patto voti-favori ma occorre che oggetto del patto sia il concreto utilizzo del cd. metodo mafioso.

Peraltro la nuova disposizione, essendo più favorevole per l'imputato rispetto alla precedente versione della medesima fattispecie, deve trovare applicazione anche in relazione ai fatti di reato verificatisi prima dell'entrata in vigore della riforma.

Nel caso di specie, la presenza di tale requisito non è stata vagliata dal Giudice di primo grado non essendo stato rilevato in motivazione alla luce di quali risultanze processuali possa dirsi provato che l'oggetto del patto elettorale in questione comprendesse l'utilizzo del cd. metodo mafioso.

Pertanto la condotta dell'imputato potrà, al più, essere inquadrata nell'ambito della fattispecie di cui all'art. 96 D.P.R. n. 361/1957, con conseguente necessità di rivedere il trattamento sanzionatorio comminato.

<Luogo e data>

Avv. ________

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