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Il ricorso gerarchico avverso il provvedimento di revisione della patente

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

 

Unità di Gestione Motorizzazione e

Sicurezza del Trasporto Terrestre - Roma

 

per il tramite di

 DIREZIONE UFFICIO D.T.T.

DI _______

 

RICORSO GERARCHICO EXART. 1 SS. D.P.R. N. 1199/1971

 

Ill.mo Ministro,

il sottoscritto _______, nato a _______ il _______ e residente a _______, Via _______, con il presente atto propone

 

Ricorso

 

avverso il provvedimento in data _______, n. _______, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Ufficio D.T.T. di _______ – notificato in data _______, con cui veniva disposta la revisione della patente di guida del sottoscritto, per i seguenti

 Motivi In fatto

1) In data _______, la Regione Carabinieri _______ – Compagnia di _______, operava a carico del sottoscritto e di altre tre persone, che si trovavano a piedi nei pressi di una discoteca, il sequestro di un modesto quantitativo di sostanza stupefacente.

2) In data _______, la procura della Repubblica presso il Tribunale di _______, visto il verbale di perquisizione, convalidava il sequestro operato dalla P.G.

3) Con provvedimento in data _______, n. _______, notificato il _______, l'Ufficio D.T.T. di _______,

– “vista la comunicazione dalla quale risulta che la S.V. è risultato assuntore di sostanze stupefacenti e psicotrope”,

– “considerato che il suddetto comportamento di guida fa sorgere dubbi sulla persistenza _______ dei requisiti di idoneità psicofisica prescritti”,

disponeva la revisione della patente di guida del sottoscritto.

 In diritto

 1) Illegittimità dell'atto per violazione di legge

La revisione della patente di guida, disciplinata dall'art. 128 C.d.S., consiste nel sottoporre il titolare di patente ad accertamenti medici e/o di idoneità tecnico-pratica tendenti a verificare il permanere dei requisiti psicofisici e attitudinali richiesti per la guida.

Presupposto di base è l'esistenza di una contestazione di qualche infrazione al codice stradale. In genere, viene disposta quando sia accertata la piena responsabilità del conducente nella produzione di un sinistro ed emerga un comportamento che faccia dubitare della sua abilità alla guida (cfr. anche T.A.R. Liguria, sez. II, 18 agosto 1993, n. 322). Più raramente, può essere disposta per incidenti lievi o con soli danni a cose, quando sia accertata una grave imprudenza o negligenza del conducente tale da far ritenere che non possegga più i prescritti requisiti psicofisici o l'idoneità alla guida.

Orbene, nel caso di specie, non solo non ebbe a verificarsi alcun incidente, ma l'episodio, lungi dall'essersi verificato durante la guida, risulta completamente al di fuori dall'ipotesi di circolazione stradale: il sottoscritto, infatti, si trovava insieme a tre amici, a piedi nei pressi di una discoteca.

Il provvedimento è allora illegittimo, per il vizio di violazione di legge, in quanto emanato in difetto dei presupposti legali.

 2) Illegittimità dell'atto per irragionevolezza

Inoltre, sebbene il giudizio di chi dispone la revisione sia discrezionale nel merito – in quanto la stessa costituisce una misura cautelare diretta a tutelare l'interesse pubblico dell'incolumità dei cittadini e della sicurezza del traffico dal pericolo derivante dal persistere nella guida di un soggetto di dubbia idoneità – deve, comunque, rientrare entro certi limiti di ragionevolezza (come qualsiasi atto della P.A.) e non poggiare sull'arbitrio dei funzionari preposti (cfr. anche T.A.R. Piemonte, sez. I, 4 marzo 1993, n. 79). Orbene la detenzione di sostanze stupefacenti, da un lato, non è in grado di provare che il sottoscritto faccia uso delle stesse, dall'altro, non ha nulla a che vedere con i requisiti fisici e psichici o con la idoneità tecnica alla guida!

Ne consegue l'illegittimità dell'atto per irragionevolezza.

 

3) Illegittimità dell'atto per eccesso di potere: difetto di motivazione

Per quanto attiene all'aspetto funzionale del provvedimento punitivo di revisione, si osserva che esso deve essere corredato da puntuale ed esauriente motivazione, con l'indicazione di fatti specifici e concreti. La motivazione non può, quindi, limitarsi a generici riferimenti riproducenti il testo della norma, ma deve chiaramente e ragionevolmente evidenziare un preciso rapporto di causa-effetto tra violazione contestata e dubbio sulla persistenza dei requisiti alla guida nel soggetto interessato (cfr. anche T.A.R. Lombardia, sez. I, 25 novembre 1989, n. 559 e, per quanto qui rileva, T.A.R. Emilia Romagna, sez. I, 28 agosto 1996, n. 379).

Poiché il provvedimento di revisione de quo non risulta adeguatamente motivato – d'altronde, per i suddetti motivi, non si vede come avrebbe potuto esserlo – manifesta un eccesso di potere dell'autorità che lo ha emesso.

 Istanza di sospensione dell'esecuzione

 Il cittadino al quale lo Stato, attraverso i rigorosi accertamenti stabiliti dalla legge, ha riconosciuto una capacità ed ha rilasciato un documento abilitativo, non può essere sottoposto a nuovi controlli sanitari o essere costretto a ripetere l'esame di guida (dopo soli _______ anni dal conseguimento della patente) senza che se ne indichino almeno le ragioni; né può bastare l'enunciazione che sono sorti dubbi sulla persistenza dei suoi requisiti fisici o psichici sulla sua capacità di guida. Una misura cautelare di tal fatta – specie per chi, come il ricorrente, utilizza il veicolo per recarsi al lavoro – risulta troppo gravosa e limitativa del diritto di libertà dell'esponente per una violazione, la cui responsabilità, non è stata ancora accertata nell'apposita sede.

 P.Q.M.

 Voglia l'Autorità adita, in accoglimento del presente ricorso ed in conformità alle censure proposte, previa sospensione dell'esecuzione per i gravi motivi esposti annullare l'atto impugnato.

Si allegano in copia: 1) Provvedimento n. _______ Uff. D.T.T. di _______, del _______.

 

Con osservanza.

_______, lì _______

 

_______

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