CORTE D'APPELLO DI NAPOLI

SEZ. PENALE

P. P. N. ________/________ R.G. N.R.

P. P. N. ________/________ GEN. TRIB.

ATTO DI APPELLO

PER IL TRAMITE DELLA CANCELLERIA DEL TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

L'Avv. ________, del foro di ________, con studio in ________, via ________, difensore di fi ducia, giusta nomina in atti, del Sig. Caio,

nato a ________, il ________, residente in ________, via ________, domiciliato, ai fi ni del presente procedimento, a ________, in via ________

Dichiara

di proporre appello avverso la sentenza di condanna n. ________ emessa il ________ e pubblicata il ________ del Tribunale di ________ procedimento penale n. ________ R.G.N.R. e n. ________ R.G.Trib., con la quale il sig. Caio è stato dichiarato responsabile, in concorso con il Sig. Tizio, ex art. 110 c.p., del reato di cui all'art. 629, commi 1 e 2 c.p. e, per l'effetto, condannato alla pena di ________ anni di reclusione, per i seguenti

Motivi

1. Errata applicazione dell'art. 629, comma 2, c.p., in relazione all'art. 628, comma 3, n. 1, c.p.

Con la presente impugnativa questa difesa intende far rilevare come, con il provvedimento contestato, il Giudice di prime cure abbia erroneamente ritenuto sussistente nel caso sottoposto al suo esame l'aggravante speciale e a effetto speciale delle “più persone riunite”, prevista dall'art. 629, comma 2, c.p., in riferimento all'art. 628, comma 3, n. 1, c.p.

In particolare, dalla ricostruzione dibattimentale dei fatti è emerso che l'imputato, in concorso con il sig. Tizio e in momenti successivi, poneva in essere delle minacce nei confronti della persona offesa, con cui avanzava numerose pretese economiche di fatto seguite dal pagamento di somme di denaro. A ben guardare, la ritenuta applicazione al caso di specie della fattispecie circostanziale sopra indicata è espressione dell'acritica adesione da parte del Giudicante a un orientamento giurisprudenziale, ancorato al presupposto della sufficienza della sola conoscenza in capo alla persona offesa della provenienza da più persone della violenza o della minaccia, allo stato non più fondatamente sostenibile alla luce del recente intervento chiarificatore delle Sezioni Unite della Cassazione.

Invero, il Supremo Giudice della legittimità - attraverso il revirèment di un indirizzo giurisprudenziale risalente - ha in modo inequivocabile statuito che l'aggravante speciale delle “più persone riunite” nel delitto di estorsione postula la contemporanea presenza di almeno due persone nel luogo e al momento della consumazione della condotta costrittiva o minacciosa (Cassazione pen., Sez. Unite, 29 marzo 2012, n. 21837). In altri termini, la fattispecie circostanziale in parola non si identifica con una generica ipotesi di concorso di persone nel reato, ma richiede un quid pluris, rappresentato proprio dal ricorrere dell'indicato requisito oggettivistico, atteso che solo in tal modo hanno luogo quegli effetti fisici e psichici di maggiore pressione sulla vittima che ne riducono significativamente la forza di reazione e giustificano il rilevante aumento di pena (in tal senso, ex pluribus, Cassazione pen., Sez. II, 11 giugno 2010, n. 24367; Cassazione pen., Sez. II, 22 aprile 2009, n. 25614).

Non può, peraltro, sottacersi come ad analoga conclusione conduca la disamina delle interpretazioni che la giurisprudenza ha fornito della identica espressione “più persone riunite”, utilizzata dal Legislatore in altre norme incriminatrici. E invero, per quanto concerne la fattispecie contigua della rapina, ad avviso di un costante orientamento giurisprudenziale, ai fini della configurazione dell'aggravante a effetto speciale descritta dall'art. 628, comma 3, n. 1, c.p., è sempre necessaria la simultanea ed effettiva presenza dei correi nel luogo e nel momento del fatto, a prescindere dalla commissione della violenza o della minaccia da parte di ciascuno di essi ( Cassazione pen., Sez. II, 12 marzo 2008, n. 15416; Cassazione pen., Sez. Unite, 23 marzo 1992, n. 3394). Parimenti, in ordine al delitto di violenza sessuale di gruppo, di cui all'art. 609 octies, c.p., notoriamente connotato dall'elemento delle “più persone riunite”, il Giudice della legittimità non si è discostato dalle considerazioni svolte in rapporto alla rapina, sostenendo quindi una lettura della locuzione de qua con essa perfettamente coincidente (così, tra le tante, Cassazione pen., Sez. III, 11 marzo 2010, n. 15089; Cassazione pen., Sez. III, 5 aprile 2000, n. 6464).

Alla luce di quanto innanzi, non v'è dunque chi non veda come nel caso di specie si debba pervenire all'esclusione della circostanza aggravante delle più persone riunite, non riscontrandosi, alla stregua delle risultanze processuali, nelle minacce poste in essere dall'imputato Caio e dal correo Tizio, separatamente e in momenti successivi, l'enucleato requisito oggettivo-materiale richiesto dalla costante giurisprudenza di legittimità. Per questi motivi il sottoscritto procuratore

Chiede

che l'Ecc.ma Corte d'Appello di ________ Voglia, in riforma della sentenza impugnata

In via principale

escludere la circostanza aggravante delle più persone riunite, in tal guisa pervenendo a una riduzione della pena irrogata;

In via subordinata

concedere, in caso di decisione sfavorevole, visto lo stato d'incensuratezza e le modalità della condotta dell'imputato, le attenuanti generiche, che, ritenute equivalenti alla contestata aggravante, determinino del pari una diminuzione del trattamento sanzionatorio.

Luogo e data ________

Avv. ________

 

Joomla SEF URLs by Artio