Reclamo in appello contro il provvedimento presidenziale

 

ALLA CORTE DI APPELLO DI NAPOLI

RECLAMO EX ART. 708 C.P.C., ULTIMO COMMA

in favore di "----", nato a "----", residente in "----", C.F. "----", elettivamente domiciliato ai fini del presente giudizio presso lo studio dell’avv. "----" (C.F., indirizzo pec, numero di fax), dal quale è rappresentato e difeso

ricorrente

contro

sig. "----", nato a "----", residente in "----", C.F. "----" rappresentato e difeso dall’avv. "----", presso il cui studio domicilia,

resistente

premessa in fatto

Con ricorso depositato in data "----" e notificato in data "----" il ricorrente chiedeva la separazione giudiziale nei confronti del coniuge.

All’udienza innanzi al presidente del tribunale di"----", in data "----", il tentativo di conciliazione sortiva effetto negativo.

Con provvedimento presidenziale depositato in data "----" e comunicato al reclamante in data "----" veniva disposto l’affidamento condiviso di entrambi i coniugi; altresì veniva disposta l’assegnazione della casa coniugale in favore del coniuge più debole; infine veniva disposto un assegno di mantenimento in favore dei figli minori, per la somma di euro "----", a carico di "----"

Ciò premesso, il reclamante impugna il provvedimento presidenziale a mezzo del suo procuratore, per i seguenti

motivi di fatto e di diritto

1) L’affidamento condiviso, ai sensi dell’art. 337ter c.c., ha la funzione di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo dei figli con entrambi i coniugi, ma nel caso in esame il coniuge sig. "----", già da tempo vive in altra città e non si cura degli interessi dei figli, anzi vi sono stati episodi di trascuratezza e disattenzione nei confronti dei figli stessi.

2) Il coniuge sig. "----" si è sempre disinteressato dei figli e della relativa istruzione ed educazione ed anche a causa del proprio impegno lavorativo non è assolutamente in grado di garantire una collaborazione adeguata nella cura e crescita dei minori.

3) Fino al momento della crisi coniugale solo la cura e crescita dei minori è sempre ed esclusivamente gravata sulla madre con la conseguenza che il padre è vissuto dai figli come una figura non conosciuta ed estranea e di conseguenza l’affidamento condiviso ben potrà porsi come obiettivo al termine di un percorso di costituzione di un rapporto tra padre e figli, ma allo stato il provvedimento di affidamento condiviso appare prematuro e di conseguenza non idoneo a tutelare i diritti dei minori.

4) I rapporti fra i coniugi sono conflittuali, e sarà necessario che i genitori per poter arrivare all’affidamento condiviso effettuino un percorso che consenta loro con l’aiuto di tecnici di superare la loro accesa conflittualità.

5) Il presidente non ha tenuto conto del fatto che il padre lavora e vive a 500 km di distanza dal luogo in cui vivono i minori.

Per i suesposti motivi, il sottoscritto procuratore

chiede

all’on.le Corte di appello di fissare in camera di consiglio l’udienza di comparizione delle parti, per ivi sentire e accogliere le seguenti

conclusioni

A - in accoglimento del reclamo revocare l’affidamento condiviso

B - per l’effetto affidare i figli minori alla reclamante

C - con vittoria di spese e competenza.

Il presente procedimento è esente da contributo unificato ai sensi dell’art. 10 del D.P.R. 115/2002.

"----", lì "----"

Avv. "----"

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Joomla SEF URLs by Artio