La notifica non si si può considerare avvenuta in quanto ciò che è stata inviata è o una copia informatica dell’originale come definita ex art. 23 bis del Codice dell’Amministrazione Digitale o, al limite, la copia informatica di un documento analogico ex art. 22 C.a.d, che abbisognano entrambe dell’attestazione di un pubblico ufficiale autorizzato per essere ritenuti conformi all’originale.

Il pdf allegato non può considerarsi un valido documento informatico.

Ebbene, come più volte affermato dalla Cassazione, i funzionari di Equitalia, non avendo la qualità di pubblici ufficiali, non avrebbero i suddetti poteri di certificazione, con la conseguenza che non vi sarebbe alcuna garanzia di conformità all’originale della copia informatica della cartella esattoriale (o altro atto della riscossione) notificato via Pec.

 Gli atti notificati via Pec da Equitalia sono del tutto carenti di quelle procedure atte a garantirne la genuina paternitàmancanti della firma informatica e/o digitale, e non rispondenti a criteri di univocità e immodificabilità. Dunque, la notifica via pec non garantisce i valori di certezza e corrispondenza, peraltro confortato dall’attestazione di conformità del tutto assente, invece previsti indefettibilmente dalle disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale.

Orbene, ogni cittadino ha diritto di conoscere chi abbia mandato il documento, se ne abbia il potere per farlo, se tale potere sia ancora in vigore e soprattutto che tale documento resti integro e non modificabile.

 L’Agente della riscossione, nel caso in esame, si è limitata a “scannerizzare” la cartella e a trasformare il file in pdf, allegandolo alla Pec. Al pari di una normale fotocopia che potrebbe essere ottenuta con una macchina fotocopiatrice. Fotocopia che, lo ricordiamo, nel nostro processo non è considerata prova documentale se contestata.

La legge, consente la notifica della cartella di pagamento con Pec, ma non dice come debba essere compilato, materialmente, il messaggio di posta elettronica. Da qui l’equivoco: l’Agente della riscossione si limita solo ad allegare la cartella in pdf alla Pec, la quale è così priva di un valido contenuto testuale poiché l’intimazione di pagamento è nell’allegato.

Ma la normativa stabilisce che si può parlare di documento informatico solo ed esclusivamente quando lo stesso sia munito di firma digitale, elemento indefettibile che, in forza del codice dell’amministrazione digitale, assicura al documento stesso i requisiti di «qualità», di «sicurezza», di «integrità» e di «immodificabilità».

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