REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO


Il Giudice di Pace di Barra, nella persona del dott. Rosa Volpe, ha emesso la seguente

SENTENZA


nella causa civile iscritta al n. 4347 del Ruolo generali degli affari contenziosi dell'anno 2008 e vertente

TRA

 

****************************

ATTORE

 

CONTRO


S.P.A. TELECOM ITALIA, in persona del legale rappresentante p.t., elettivamente domiciliata in Napoli al ********** ********** ************** *************** *************** *********** ***********, dal quale è rappresentata e difesa in virtù di procura a margine della copia notificata dell'atto di citazione

CONVENUTA


Oggetto: risarcimento danni.
Conclusioni delle parti: come da atti e verbali di causa.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

 

Con atto di citazione ritualmente notificato, ************************ conveniva in giudizio, innanzi a questo Giudice di Pace, la s.p.a. Telecom Italia, in persona del legale rappresentante p.t., esponendo:

"che il sig. ********************* è titolare dell'utenza telefonica avente numero *************** di categoria "B" con contratto telefonico regolarmente stipulato con il gestore Telecom Italia Spa; che ilgiorno 20/12/07 l'istante, dall'utenza telefonica in questione, era impossibilitato ad effettuare e ricevere telefonate, a causa di assenza di linea pur essendo l'utente in regola con i pagamenti; che l'attore prontamente, provvedeva a contattare il servizio clienti "187" per segnalare il guasto, ed ottenere informazioni, ma dagli operatori, non veniva data alcuna spiegazione esauriente sul motivo del disservizio; che nei giorni successivi alla segnalazione la linea telefonica continuava ad essere isolata; che nonostante i ripetuti solleciti di riparazione del guasto richiesti dall'istante al servizio assistenza clienti Telecom Italia Spa, tesi ad ottenere un corretto e regolare funzionamento dell 'impianto solo in data 26/12/07 alle ore 11.00 circa a seguito dell 'intervento da parte di tecnici autorizzati della Telecom Italia Spa, preannunciato da una telefonata veniva risolto il problema tecnico; che tale disservizio arrecava al sig. ********************** gravi danni, in quanto era impossibilitato alla fruizione del servizio di telefonia, nonché alla navigazione in internet; che in data 07/01/08 l'istante presentava domanda di avvio alla procedura conciliativa delle controversie in materia di telefonia, depositata presso la CCIAA di Napoli recante n. di protocollo 000***** che si è conclusa con esito negativo, per mancata adesione da parte del gestore Telecom Italia Spa alla suddetta procedura ".
Tanto esposto, l'istante chiedeva la condanna della s.p.a. Telecom Italia, in persona del legale rappresentante p.t., al risarcimento dei danni patiti quantificati in € 1.000, oltre interessi e rivalutazione, con vittoria delle spese, diritti ed onorari di giudizio.
Si costituiva la s.p.a. Telecom Italia, in persona del legale rappresentante p.t., la quale eccepiva l'incompetenza per territorio del giudice adito; eccepiva, infine, l'inammissibilità, l'improponibilità, l'improcedibilità e l'infondatezza della domanda attrice e ne chiedeva il rigetto con vittoria di spese di lite.
Acquisita documentazione, ammessa ed espletata prova per testi, rassegnate le conclusioni e previa discussione, all'udienza del 1° luglio 2008, la causa veniva riservata per la decisione.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Preliminarmente sulla eccepita incompetenza territoriale, osserva brevemente questo giudicante che relativamente ai diritti di obbligazione vige il foro facoltativo di cui all'art. 20 c.p.c. che prevede la competenza del Giudice del luogo in cui è sorta o deve eseguirsi l'obbligazione dedotta in giudizio e che nei rapporti tra professionisti e consumatori, ai sensi dell'art. 33 comma 2 lett. t) del Codice del Consumo D. Lgs. 206/2005, la competenza territoriale coincide con il luogo di residenza o domicilio elettivo del consumatore.Ancora in via preliminare, osserva il giudicante che il tentativo di conciliazione pur promosso non ha avuto esito (cfr. ricevuta in atti del 28 gennaio 2008, in atti). La legittimazione attiva di *********************** e quella passiva della s.p.a. Telecom Italia risultano provate (v. fatture e documenti in atti). Nel merito la domanda proposta da ********************** è fondata, e pertanto, va accolta, per quanto di ragione, nei limiti di seguito indicati. Va dichiarato l'inadempimento contrattuale della s.p.a. Telecom Italia. Invero, in modo univoco, dalla documentazione agli atti e dal teste indotto dall'istante, *********** ************, è risultato provato che dal 20 dicembre 2007 al 26 dicembre 2007 al la linea telefonica aveva smesso di funzionare ed inoltre, dopo aver fatto diversi reclami al servizio clienti 187 per sollecitare l'intervento, gli operatori Telecom intervenivano solo in data 26 dicembre 2007. Il teste ha riferito che fu difficile contattare la casa del sig. *********** in quanto nella zona i telefoni cellulari spesso non hanno campo. Va poi rilevato che da parte convenuta, non è stata fornita alcuna prova su modalità dei fatti di causa diverse da quelle descritte dal teste indotto dall'istante. Si sottolinea che il contratto di telefonia e internet tra consumatore e Telecom Italia s.p.a. è un contratto a prestazioni corrispettive e precisamente di somministrazione ex art. 1559 c.c. ed è destinato a soddisfare, ad intervallo di tempo costante, bisogni periodici e continuativi attraverso la costituzione di un rapporto durevole. L'essenza di tale contratto risiede in ciò che il somministrante assume su di sé oltre che l'obbligo di apprestare i mezzi necessari per l'adempimento, anche i rischi della fornitura costituendo questa l'alea normale derivante dal proiettarsi delle prestazioni nel futuro (Cass. civ. 2359/68). Pertanto le interruzioni ingiustificate del servizio costituiscono inadempimento da parte della convenuta Telecom onde l'onere della stessa di provare che il fatto è dovuto ad una causa a lei non imputabile. Nel caso de quo la società convenuta, stante l'interruzione del servizio, non ha dato prova dell'impossibilità della prestazione ai  sensi dell'art.   1218 ce. né di aver adottato la dovuta diligenza.   Per  i  motivi   suesposti   la  convenuta  va  ritenuta  responsabile di inadempimento contrattuale. Va accolta la richiesta di parte attrice di risarcimento dei danni morali e patrimoniali patiti che vanno quantificati, ai sensi dell'art. 1226 c.c. in € 300, rilevato che l'utente non ha usufruito delservizio di telefonia e di internet per un apprezzabile lasso di tempo e che ciò ha comportato nella stessa uno stravolgimento delle proprie abitudini provocando un disagio socialmente rilevante. La mancanza del servizio di telefonia ha inciso nella sfera relazionale del soggetto, inficiando le garanzie di tutela della personalità previste dall'art. 2 Cost. Va individuato, pertanto un danno esistenziale, atteso che si è verificata una modificazione peggiorativa nella sfera del soggetto leso relativa all'alterazione del diritto alla "normale qualità della vita ovvero alla libera estrinsecazione della personalità" (App. Milano 14 febbraio 2003). Pertanto il giudicante condanna la convenuta Telecom al pagamento in favore di ************* ***************, a titolo di risarcimento dei darmi, di € 300, oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo. Le spese del giudizio seguono la soccombenza ex art.  91  c.p.c.  e vanno liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.


Il Giudice di Pace di Barra, nella persona del dott. Rosa Volpe definitivamente pronunciando, ogni altra istanza ed eccezione disattesa, così provvede: 1)   dichiara l'inadempimento contrattuale della s.p.a. Telecom Italia, in persona del legale rappresentante p.t., in ordine al contratto di telefonia e connessione ad internet e per l'effetto condanna la predetta convenuta al pagamento, in favore di parte attrice, a titolo di risarcimento dei danni, della somma di € 300, oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo; 2) condanna la medesima convenuta al pagamento in favore di parte attrice delle spese del presente giudizio che liquida, con attribuzione al procuratore antistatario, in complessivi € 600 (di cui lire € 60 per spese, € 540 per onorario e diritti), oltre spese generali, I.V.A. e C.P.A. come per legge. Sentenza provvisoriamente esecutiva ex lege.
Così deciso in Napoli-Barra, il 1° luglio 2008.

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