Una recente decisione del Giudice di Pace di Teano potrebbe aprire importanti scenari, in tema di ricorsi avverso sanzioni amministrative elevate agli automobilisti con apparecchi “Tutor”. Il Giudice di Pace di Teano (sentenza datata 03.03.2009 n. 355), ha accolto l’istanza cautelare di un automobilista al quale erano stati decurtati i punti dalla patente a seguito di contestazione elevata attraverso il “tutor” da parte della Polizia Stradale,
ordinando la sospensione dell’esecutività del provvedimento e per l’effetto la non decurtazione dei punti dalla patente al ricorrente. Il Gdp constatando la sussistenza del requisito del fumus boni iuris, derivante dalla mancata taratura dell’apparecchio TUTOR utilizzato per la rilevazione, ha accolto l’istanza. In particolare la sentenza cita che “in assenza di idonea procedura di taratura il funzionamento di qualsiasi apparecchiatura elettronica risulta assolutamente inattendibile e non idonea a provare la fondatezza dell’accertamento amministrativo. La taratura che deve essere periodica e preventiva non deve essere confusa con l’omologazione né questa può essere sostituitiva o comprensiva della prima. Né può considerarsi soddisfatta l’esigenza di taratura dal controllo preventivo effettuato dagli agenti accertatori in quanto non può esistere né può ritenersi obiettivamente garantista alcun sistema di autocontrollo in grado di sostituire la taratura rispetto a campioni nazionali “. La notizia è stata diffusa dal componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata.

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