REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE ORDINARIO DI CASSINO SEZIONE CIVILE

in persona del G.O.T., dr. Vincenza Ovallesco, in funzione di Giudice Unico, ha emesso la seguente

SENTENZA

nella causa civile di primo grado iscritta al n. 2458 del ruolo generale per gli affari contenziosi dell'anno 2016, posta in decisione all'udienza del 25.07.2017, senza ulteriori termini, e vertente

TRA

Li. S.a.s., C.F.: (...) rapp.ta e difesa, giusta procura a margine dell'atto di citazione, dall'avv. D'O.AN. e presso il suo studio elettivamente domiciliato in VIA (...), ISOLA DEL LIRI,

OPPONENTE

CONTRO

ST. S.r.l., avv. PA.MA. e PO.MA. e presso il loro studio elettivamente domiciliata in Via (...), CASSINO,

OPPOSTA

OGGETTO: opposizione a decreto ingiuntivo n. 401/2016 del 04.05.2016.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Nel presente giudizio parte opposta ha sollevato l'eccezione preliminare della "inesistenza della notifica (effettuata via PEC) dell'opposizione al decreto ingiuntivo; ciò per difetto assoluto di sottoscrizione della stessa, di inesistenza della relata di notifica e di mancata asseverazione di conformità della copia telematica, trasmessa per notifica a parte opposta" (v. comparsa di costituzione, verbale di prima udienza e successive note difensive della opposta), e su detta eccezione il Giudice viene ora investito della relativa decisione.

E invero, nel caso di specie, pur essendo avvenuta la notifica del decreto ingiuntivo a mezzo PEC dal procuratore costituito, tuttavia, è assolutamente mancante - con ogni conseguenza in ordine all'esito di detto giudizio - la necessaria firma nella relata di notifica determinando, così, l'inesistenza dell'atto.

Tanto, stante l'importanza che riveste la relazione di notifica, quale certificazione scritta dall'ufficiale giudiziario o, nel caso che occupa, dal professionista facente funzioni e, pertanto, quale atto pubblico assistito da fede privilegiata con cui si attesta l'avvenuta notifica dell'atto, per cui la relata, scritta in calce sia all'originale dell'atto che alla copia da notificare, rappresenta l'unico atto idoneo a fornire la prova dell'avvenuta notifica.

Diversamente, ci troviamo di fronte ad una mera comunicazione avvenuta con modalità telematiche certificate, laddove tale certificazione, però, non va oltre la certezza della data di invio, l'indirizzo del mittente, l'indirizzo del ricevente, la data di ricevimento, la non modificazione dei file nella trasmissione.

Peraltro, ai sensi dell'art. 6 della legge 53/94, in capo all'avvocato notificatore emerge un regime sanzionatorio ferreo, giustificato dal ruolo del notificante parificato ad un pubblico ufficiale.

Inoltre, la notifica PEC necessita della dizione nell'oggetto del messaggio Pec, "Notificazioni ai sensi della legge n. 53/94" (comma 4, art. 3 bis), onde permettere di individuare chiaramente una notificazione da un altro messaggio di posta certificata.

Tale oggetto manca del tutto nella notifica mezzo PEC dell'atto di opposizione al decreto ingiuntivo oggetto di causa.

E ancora, la notifica operata dall'opponente è avvenuta anche in violazione dell'art. 16 undecies commi 2, 3 e 3 bis D.L. 18.10.2012 n. 179, conv. in L. 17.12.2012, n. 221, atteso che in alcuna parte del documento informatico, come trasmesso, risulta certificata la conformità all'originale.

Dunque, nella specie, l'atto è stato trasmesso senza le formalità richieste dalla natura pubblicistica certificativa dell'atto e nella dizione:

"ho notificato copia dell'atto che precede a...", non è rinvenibile certo una formula valida per considerare avvenuta l'asseverazione di un atto, necessitando questa di maggior esplicitazione circa la volontà del soggetto (Pubblico Ufficiale o professionista facente funzioni) di garantire che quella copia sia pienamente conforme all'originale, oltre alla carenza di firma digitale anche in tale atto.

Inoltre, la mancanza dei requisiti minimi dell'atto di specie, innanzi detti, impedisce di ritenere che la notifica possa essere sanata per raggiungimento dello scopo, in quanto:

"l'assenza della relazione di notifica, della prova di un atto sottoscritto con firma digitale, della dichiarazione di conformità sui documenti cartacei depositati dall'amministrazione, determinano l'inesistenza dell'atto per nullità e/o inesistenza della notifica, in quanto non può essere ritenuta provata la spedizione e la ricezione dello specifico atto" (Commissione Tributaria Provinciale di Avellino, sez. II, sentenza 9 - 20 giugno 2014, n. 556; Tar Lazio - Roma, Sez. III bis, Decr. 12.11.2013, n. 23921; TAR Campania - Napoli, Sez. VI, Sent. 3.4.2013 n. 1756).

In altre parole, ne deriva l'inesistenza dell'atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo e tale inesistenza non può ritenersi sanata dalla costituzione in giudizio dell'odierno opposto, ovvero dal raggiungimento dello scopo, in quanto l'atto processuale inesistente è "tamquam non esset" e, pertanto, insuscettibile di sanatoria (Tribunale di Cassino, sent. n. 1702 del 14.09.2016).

Avendo, poi, la eccepita inesistenza dell'atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo valore assolutamente pregiudiziale ed assorbente,

"resta precluso a questo giudicante la valutazione dei motivi dell'opposizione che, per quanto detto, va dichiarata improcedibile con conseguente passaggio in giudicato del relativo decreto ingiuntivo che acquista l'efficacia di accertamento incontrovertibile della pretesa creditoria, in forza dell'avvenuta formazione del giudicato interno" (Tribunale di Cassino, sent. n. 1702 del 14.09.2016).

Le spese di giudizio seguono il principio della soccombenza e vengono liquidate, secondo la disciplina posta dal decreto ministeriale 10 marzo 2014, n. 55, come da dispositivo che segue.

P.Q.M.

Il Giudice Unico del Tribunale di Cassino, in persona del GOT, dr. Vincenza Ovallesco, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da Li. S.a.s., in persona del legale rapp.te p.t., nei confronti della ST. S.r.l., in persona del legale rapp.te p.t., ogni altra istanza, deduzione, eccezione disattesa, così provvede:

a) rigetta l'opposizione e, per l'effetto,

b) conferma il decreto ingiuntivo n. 401/2016, emesso dal Tribunale di Cassino in data 04.05.2016, dichiarando dovute le somme e gli interessi così come in esso indicati fino all'effettivo soddisfo;

c) condanna l'opponente al pagamento, in favore dell'opposta delle spese di giudizio, che liquida in Euro 3.215,00 per compenso tabellare ex D.M. 55/2014, oltre spese generali al 15%, IVA e CPA, come per legge.

Così deciso in Cassino il 31 luglio 2017.

Depositata in Cancelleria il 2 agosto 2017.

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