Il processo civile telematico (PCT) è la disciplina del processo civile svolto con modalità telematiche, vigente attualmente in Italia.

Ad oggi il Processo civile telematico coinvolge il contenzioso civile, il processo del lavoro, le esecuzioni mobiliari, le esecuzioni immobiliari e le procedure concorsuali. In parallelo il Ministero della Giustizia ha abilitato un servizio per la consultazione pubblica dei dati non giudiziali attinenti al Giudice di pace consultabile a questo link: https://gdp.giustizia.it/.

Presso il Tribunale di Milano è operativo dal 2007, mentre da dicembre 2008 si sono aggiunte le sedi di Bari, Bologna, Catania, Genova, Lamezia Terme, Napoli e Padova. Nella prima metà del 2009 è stato avviato anche in molte città della Lombardia, fino a raggiungere piena diffusione in tutta la Lombardia. Dal 2009 al 2010 il PCT si è esteso ad alcune città del Veneto, a Torino, a Biella ed altre città minori.
Il decreto del Ministero della Giustizia 17 luglio 2008, Regole tecnico-operative per l'utilizzo di strumenti informatici e telematici nel processo civile, introdusse nuove regole tecniche, in sostituzione del precedente D.M. del 14 ottobre 2004. La normativa introdotta nel 2008 venne però a sua volta superata dal D.M. 21 febbraio 2011 n. 44, che modificò diversi aspetti procedurali, in particolare in ordine al flusso di dati per i depositi, e sull'uso della CPE-CPT, abbandonata in favore della sola PEC. Ad oggi, quindi, non è più necessario iscriversi ad un Punto di Accesso (così detto PDA) per poter depositare gli atti telematicamente, bastando - invece - un semplice indirizzo di posta elettronica certificata.
Infine, la materia è stata ulteriormente disciplinata dal Decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 e dal Decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, ma è bene precisare che l'attivazione del processo telematico non è ancora uniforme sul territorio nazionale, e che sul Portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia è possibile verificare le funzioni del processo telematico attivate con decreto nei singoli uffici giudiziari.

Le funzioni del processo telematico:

  • Consultazione via internet, a mezzo smartcard CNS oppure OTP, dei dati dei tribunali, associati al singolo avvocato, relativamente ai registri del contenzioso civile, tribunale del lavoro, volontaria, Giudice di Pace, esecuzioni mobiliari, esecuzioni immobiliari e procedure concorsuali
  • Notifica atti.
  • Deposito atti e perizie, partita nel 2006 con il decreto ingiuntivo telematico ed allargata poi a tutti i riti e tipologie di atti, divenuti man mano obbligatori (al 1º giugno 2015 manca l'obbligo di deposito telematico in corte d'appello e cassazione)

Obblighi:

Per poter operare è necessaria la presenza di un punto di accesso (PdA) degli avvocati. Il PdA è stato realizzato direttamente dall'ordine degli avvocati ed in altri casi l'ordine ha effettuato una convenzione per far convergere i propri utenti su un PdA privato.
Con l'approvazione del DM 44/2011 ed il venire meno dell'obbligatorio utilizzo del PDA per provvedere ai depositi telematici, lo sviluppo del processo civile telematico ha rapidamente interessato altre regioni e città di Italia.
Con il Decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, a decorrere dal 30 giugno 2014 il deposito telematico è divenuto obbligatorio per gli atti relativi ai procedimenti monitori e per quelli endoprocedimentali dei giudizi civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, instaurati innanzi ai Tribunali Ordinari dopo il 30 giugno 2014. A decorre dal 31 dicembre 2014 tale obbligo è stato poi esteso anche alla cause iscritte al ruolo prima del 30 giugno 2014.
Come disposto dall'art. 16 bis del Decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, per come integrato dal citato D.L 24 giugno 2014, n. 90, a decorrere dal 30 giugno 2015 l'obbligo di procedere al deposito degli atti processuali mediante modalità telematiche viene esteso anche ai procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, pendenti innanzi alle Corti di appello.
La documentazione tecnica riguarda le diverse componenti del PCT che si dividono principalmente tra la consultazione del registro di cancelleria ed il deposito degli atti per quanto riguarda i PdA e che si riferiscono alla redazione degli atti e relativo imbustamento per i gestionali e/o le "consolle avvocato".
La consultazione del registro di cancelleria avviene a mezzo web service: questa documentazione non è disponibile, ma in compenso dal 2006 sono disponibili sul sito web appositamente realizzato dal ministero della giustizia i file dei web service in formato digitale. Gli schemi violano lo standard relativo ai web service che definisce il WS-I Basic Profile recepito nel 2004 dall'ISO.
Per il deposito degli atti è disponibile una ampia documentazione relativa alla redazione degli atti, firma, imbustamento e criptazione: la redazione degli atti è passata dal formato xml-fo al formato pdf più file xml.

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